E’ difficile scegliere
Non solo è difficile, ma Luca Conti è impegnatissimo a Berlino, in una mega conferenza Web 2.0, e così vorrei aiutarlo, con un suggerimento, a scegliere tra chi ha risposto alla sua offerta di lavoro.
Ecco, in giustizia, penso che il primo a rispondere possa accampare un diritto, fosse solo quello di avere i riflessi più rapidi (e su Internet, ciò conta). Il blogger che ha risposto per primo, poi, mostra di avere idee promozionali interessanti.
Per esempio, sul suo sito, per invogliare l’utente a cliccare sulla pagina dove ci sono tutti i suoi recapiti, ha messo il link sotto un’immagine alla quale è subconsciamente difficile resistere:
Dal punto di vista giornalistico, fa una video-rassegna stampa che seguo fedelmente. Fidelizzare! La parola magica! E come ha fatto? Semplice: con una serie di elementi fissi che ritornano e hanno un potere quasi ipnotico sull’utente:
- la location (armadio? rimessa? retrobottega? disimpegno? garage? non lo so, ma io la osservo sempre per vedere se si è spostato qualcosa sui ripiani o se il cavo elettrico vicino alla porta si è mosso)
- l’intro (quasi un jingle vocale, una divertente battuta su Firenze vs Arezzo)
- l’audio (talvolta ghezzianamente asincrono)
- il contenuto (il giornalista ci legge “L’amaca” di Michele Serra o qualche articolo scelto dalla Repubblica, e sia l’una sia l’altra cosa sono molto utili, soprattutto se non leggi la Repubblica - io, la leggo, ma recitata da lui, è un’altra cosa)
- il pensiero (ogni volta viene introdotta una domanda inquietante che ci fa riflettere nel profondo: “Siete sicuri di non essere violenti?, “Siete sicuri di non essere mafiosi?”, “Tanto peggio tanto meglio?”)
E così, volevo dire che io tifo per il Ghera (troppo simpatico).

